Acqua calda in ufficio: tè, tisane e idratazione nei mesi freddi

acqua calda in ufficio

Quando le giornate si accorciano e in ufficio si accende il riscaldamento, le abitudini cambiano. La bottiglietta sulla scrivania resta mezza piena fino a sera, mentre davanti al bollitore si forma la fila per il primo tè della mattina. Avere acqua calda in ufficio, pronta e filtrata, è uno dei modi più semplici per aiutare il personale a bere con regolarità anche nei mesi freddi.

In questa guida vediamo perché d’inverno si tende a bere meno, cosa cambia passando dal bollitore a un erogatore con acqua calda, quali modelli Acquabrio la offrono e come organizzare l’angolo delle bevande calde senza trascurare igiene e sicurezza. Se state già valutando le soluzioni di idratazione per gli uffici, qui trovate gli elementi per scegliere con cognizione.

Perché nei mesi freddi si beve meno

Con il caldo la sete si fa sentire da sola: basta una mattinata afosa per svuotare un paio di bicchieri senza pensarci. Da ottobre in poi lo stimolo è più debole e molte persone arrivano al pomeriggio avendo bevuto pochissimo. Non è una questione di volontà: semplicemente il corpo segnala meno il bisogno di liquidi quando la temperatura esterna scende.

A questo si aggiunge l’ambiente di lavoro. Il riscaldamento acceso per molte ore rende l’aria degli uffici più secca, le finestre restano chiuse e le pause si fanno più brevi perché nessuno ha voglia di uscire. L’acqua fredda, che in estate è un piacere, d’inverno diventa poco invitante: tanti la evitano proprio perché li fa rabbrividire.

Il risultato è che si beve a strappi, spesso solo durante il pranzo. Abbiamo già raccolto alcuni consigli pratici per bere di più al lavoro; nei mesi freddi il più efficace è anche il più intuitivo: offrire una bevanda calda, che si sorseggia volentieri e che porta con sé una pausa breve ma regolare.

L’idratazione conta anche d’inverno

Un’idratazione costante aiuta a mantenere la lucidità durante la giornata. Ne abbiamo parlato nell’articolo su come l’acqua influisce sulla concentrazione: non servono quantità eccessive, serve continuità. Una tazza di tè a metà mattina e una tisana nel primo pomeriggio contano a tutti gli effetti come acqua bevuta, a patto di non trasformarle in un pretesto per riempirle di zucchero.

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Bollitore, caraffa o erogatore: cosa cambia in pratica

In molti uffici l’acqua calda arriva ancora da un bollitore elettrico portato da casa, appoggiato vicino al lavandino o su un mobiletto della sala riunioni. È una soluzione che nasce per buona volontà, ma che con il passare dei mesi mostra i suoi limiti.

  • Tempi di attesa: ogni volta bisogna riempire, accendere e aspettare. Se in cinque vogliono un tè alla stessa ora, l’ultimo aspetta parecchio.
  • Calcare e pulizia: nelle zone con acqua dura il bollitore si incrosta in poche settimane e qualcuno deve ricordarsi di pulirlo.
  • Sicurezza: cavi volanti, superfici bagnate e apparecchi senza manutenzione documentata sono proprio ciò che chi si occupa di sicurezza preferisce evitare.
  • Qualità dell’acqua: si usa quella che esce dal rubinetto del bagno o della cucina, senza alcun trattamento.

Un erogatore collegato alla rete idrica risolve questi punti in un colpo solo: l’acqua passa dal sistema di filtrazione, esce calda all’istante e l’apparecchio è seguito da un tecnico con interventi programmati. Chi ha già un erogatore a colonna per uffici sa che la differenza si nota soprattutto nelle ore di punta.

Bollitore elettrico ed erogatore con acqua calda a confronto

Aspetto

Bollitore elettrico

Erogatore con acqua calda

Tempo di attesa

Qualche minuto per ogni riempimento

Acqua calda subito, una tazza dopo l’altra

Trattamento dell’acqua

Nessuno

Filtrazione integrata nell’erogatore

Manutenzione

Affidata alla buona volontà di qualcuno

Sostituzione filtri e sanificazione programmate

Sicurezza

Apparecchio personale, spesso non censito

Apparecchio installato e verificato da un tecnico

Altre bevande

Solo acqua calda

Anche fredda, ambiente e, se previsto, frizzante

 

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Quali erogatori Acquabrio offrono acqua calda in ufficio

Non tutti gli erogatori nascono per l’acqua calda: alcuni sono pensati per acqua fredda e frizzante, altri sono più versatili. Nella gamma Acquabrio i modelli che la prevedono sono tre, con caratteristiche diverse.

ACQUALITY nella versione Freddo/Caldo/Gasato

L’erogatore a rete idrica ACQUALITY è disponibile in tre configurazioni. Quella Freddo/Caldo/Gasato è pensata proprio per gli ambienti che vogliono anche l’acqua calda per tè e tisane, oltre a quella refrigerata e frizzante. Il filtro a carbone attivo trattiene le particelle superiori a 0,5 micron e il raffreddamento a banco di ghiaccio mantiene la temperatura costante anche quando l’uso è intenso. Ha un portabicchieri integrato da 100 pezzi ed è disponibile in bianco o in nero.

RENTY: acqua calda fino a 90 °C

RENTY è il modello a colonna più completo della gamma. Eroga acqua fredda liscia, ambiente, frizzante e calda fino a 90 °C, una temperatura adatta anche ai tè che richiedono acqua molto calda. È largo appena 25 cm, serve fino a 20 persone e ha una zona di erogazione alta 29 cm, comoda anche per thermos e borracce. Caldaia, bombola di CO2 e filtro sono alloggiati all’interno, quindi l’installazione non richiede lavori invasivi.

SLIM: tutte le acque in poco spazio

Per gli uffici con spazi ridotti c’è il modello SLIM, largo 19 cm. Nonostante le dimensioni da banco, offre acqua liscia, fredda, calda, ambiente e frizzante, sempre filtrata, con cuscinetti antivibranti che lo rendono silenzioso e sensori antiallagamento. È una buona soluzione per studi professionali e piccole sedi che vogliono l’acqua calda senza rinunciare a un angolo libero.

Se invece l’acqua calda non vi serve e cercate un apparecchio compatto per acqua fredda e frizzante, conviene guardare il soprabanco QUICK-ON con riempimento automatico o, più in generale, gli erogatori sopra banco per uffici. La gamma completa è nella pagina con tutti i modelli di dispenser.

Acqua calda e sicurezza sul luogo di lavoro

Portare l’acqua calda in un ambiente condiviso richiede qualche attenzione in più rispetto all’acqua fredda. Nulla di complicato, ma conviene pensarci prima dell’installazione.

  • Posizione dell’erogatore: meglio un punto ben illuminato, lontano dalle zone di passaggio più strette, dove si possa riempire una tazza senza urtare nessuno.
  • Contenitori adatti: tazze in ceramica o bicchieri termici. I bicchieri sottili pensati per l’acqua fredda non sono la scelta giusta per bevande vicine all’ebollizione.
  • Indicazioni chiare: un piccolo cartello vicino all’erogatore che segnali quale rubinetto eroga acqua calda evita sorprese, soprattutto a ospiti e nuovi colleghi.
  • Meno apparecchi personali: con un erogatore centralizzato i bollitori portati da casa diventano superflui, e chi gestisce la sicurezza ha un apparecchio in meno da tenere d’occhio.

Il D.Lgs. 81/2008 chiede di valutare i rischi legati alle attrezzature presenti in azienda. Un erogatore installato, assicurato e mantenuto da un fornitore qualificato si inserisce in questo quadro molto più facilmente di un bollitore senza storia. Acquabrio opera con un servizio di assistenza tecnica certificato ISO 9001:2015, polizza di responsabilità civile su apparecchi e personale e comunicazione all’ASL per ogni installazione.

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Igiene e manutenzione nei mesi freddi

Con l’arrivo dell’autunno l’erogatore lavora in modo diverso: si spilla meno acqua fredda e più acqua calda, le pause si concentrano in pochi momenti della giornata. Il ritmo della manutenzione però non cambia. Filtri e sanificazione vanno gestiti secondo calendario, come spiegato anche nella guida alle normative igienico-sanitarie sui dispenser d’acqua.

Nel contratto triennale di ACQUALITY, per esempio, sono compresi la sostituzione semestrale del filtro, la sanificazione completa ogni sei mesi, l’intervento tecnico entro 4 ore dalla chiamata e la sostituzione dell’apparecchio in caso di guasto bloccante. Sono attività che l’ufficio non deve organizzare: le pianifica il tecnico.

Chi aveva chiuso per le ferie estive ricorderà le indicazioni sulla manutenzione dell’erogatore e la chiusura di agosto. Lo stesso approccio vale per le pause natalizie: se l’ufficio resta chiuso più di qualche giorno, conviene chiedere al tecnico come gestire l’apparecchio e programmare un controllo alla riapertura.

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Come organizzare l’angolo delle bevande calde

L’erogatore è il punto di partenza, ma è l’organizzazione dello spazio intorno a decidere se verrà usato con piacere. A settembre abbiamo dedicato un articolo a come riorganizzare l’area ristoro al rientro in ufficio; con l’arrivo del freddo bastano pochi accorgimenti per adattarla.

  • Una scorta di tè e tisane a disposizione di tutti, con qualche varietà senza teina per il pomeriggio.
  • Tazze personali o borracce termiche lavabili, in modo da ridurre i bicchieri usa e getta.
  • Un ripiano libero accanto all’erogatore, dove appoggiare la tazza mentre si prepara l’infuso.
  • Un contenitore per le bustine usate e un piccolo lavello o un punto di lavaggio nelle vicinanze.

Le tazze riutilizzabili hanno anche un risvolto economico, oltre che ambientale. Nell’articolo sulla spesa nascosta della plastica in azienda abbiamo visto quanto pesano, su base annua, bottigliette e bicchieri monouso. Un erogatore con acqua calda, fredda e frizzante permette di eliminare quasi del tutto entrambi.

Un pensiero anche per gli ospiti. Offrire un tè caldo a un cliente che arriva in una mattina di pioggia è un gesto semplice che viene ricordato. Con l’erogatore nella sala d’attesa o vicino alle sale riunioni non serve chiedere a qualcuno di allontanarsi dalla scrivania per preparare il bollitore.

Un’abitudine che fa bene anche al clima in ufficio

La pausa per il tè è uno dei pochi momenti della giornata in cui colleghi di reparti diversi si incontrano senza un ordine del giorno. Due minuti davanti all’erogatore non tolgono tempo al lavoro: spesso lo rendono più scorrevole, perché le piccole questioni si risolvono lì, invece che in una riunione.

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Quanto costa un erogatore con acqua calda in ufficio

Il costo dipende dal modello, dalla configurazione e dal numero di persone da servire. Per orientarsi, l’unico listino pubblicato è quello di ACQUALITY: 45 € al mese per la versione Freddo/Ambiente e 55 € al mese per la versione Freddo/Ambiente/Gasato (prezzi IVA esclusa, soggetti a verifica del listino vigente). La configurazione con acqua calda e i modelli RENTY e SLIM si quotano con un preventivo su misura.

Nella formula a noleggio il canone comprende installazione, filtri, sanificazioni e assistenza, quindi la spesa mensile resta prevedibile. Trovate tutti i dettagli nella guida al noleggio di erogatori d’acqua per uffici e aziende. Acquabrio è la divisione acqua del gruppo Brioservice, attiva nel trattamento dell’acqua dal 2006: il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti.

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Domande frequenti

Quali erogatori Acquabrio erogano acqua calda?

Nella gamma Acquabrio l’acqua calda è disponibile su ACQUALITY nella configurazione Freddo/Caldo/Gasato, su RENTY, che arriva fino a 90 °C, e su SLIM, il modello compatto largo 19 cm. Gli altri erogatori sono pensati per acqua fredda, ambiente e frizzante.

L’acqua calda dell’erogatore va bene per il tè?

Sì. RENTY eroga acqua fino a 90 °C, adatta anche alle varietà che richiedono acqua molto calda. Per tisane e infusi delicati si può lasciare intiepidire l’acqua per qualche istante prima di aggiungere la bustina.

Serve un allacciamento particolare per avere l’acqua calda?

No. Gli erogatori a rete idrica richiedono un allaccio all’acquedotto, una presa elettrica e, se la pressione supera i 3 bar, un riduttore. La produzione di acqua calda avviene all’interno dell’apparecchio, senza lavori aggiuntivi.

Chi si occupa della manutenzione dell’erogatore?

Con il noleggio se ne occupa il tecnico Acquabrio: sostituzione dei filtri, sanificazione programmata e intervento entro 4 ore dalla chiamata in caso di problemi. L’ufficio deve solo segnalare eventuali anomalie.

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